Presentazione
 
Verso nuovi mercati
Il processo di internazionalizzazione delle imprese è estremamente complesso e richiede la conoscenza di specifiche competenze proprie dei commercialisti
Leonardo Maria Caputo, ODCEC di Roma
 

La Commissione Internazionalizzazione delle imprese dell’ODCEC di Roma presenta l’ambizioso progetto di realizzare il Manuale per il neo professionista dell’internazionalizzazione delle imprese. Collaborano alla realizzazione del Manuale le altre Commissioni che hanno come oggetto i vari aspetti della professione necessari per assistere le imprese che perseguono l’internazionalizzazione. Chiediamo il contributo anche dei Colleghi degli altri Ordini per ottenere che il Manuale sia il più completo ed efficace possibile. Il progetto viene sviluppato con implementazioni modulari, con lo scopo di predisporre la ‘cassetta degli attrezzi’ necessari per svolgere l’attività di consulente per l’internazionalizzazione, integrandola man mano che aumentano le competenze e le necessità. Così come chi inizia il bricolage con martello, pinza e cacciavite, aggiungendo nel tempo altri attrezzi nella cassetta. Con gli articoli che seguono presentiamo gli argomenti già sviluppati, mentre nei prossimi mesi approfondiremo i temi: processo d’internazionalizzazione, pianificazione strategica, aspetti operativi della gestione dell’impresa internazionalizzata, soggetti coinvolti, analisi della situazione attuale delle pmi in rapporto con l’internazionalizzazione, opportunità dell’aggregazione delle pmi e sue modalità. Prima d’introdurre le importanti opportunità offerte alla Categoria dei commercialisti dal complesso tema dell’internazionalizzazione delle imprese, devo fare una premessa per illustrare come nasce il progetto del Manuale. La Commissione Internazionalizzazione delle imprese è stata istituita nel 2013, dal nuovo Consiglio dell’Ordine di Roma, per andare incontro alla grande attenzione che sta maturando tra i Colleghi verso la necessità di poter assistere le imprese clienti nella realizzazione di progetti di penetrazione nei mercati esteri, come unica opportunità di sviluppo, se non di sopravvivenza. Ringrazio sempre il Consiglio ed in particolare il Presidente Mario Civetta per questa scelta, che testimonia anche la grande sensibilità per la crescita professionale della Categoria. L’istituzione di questa Commissione è stato un ulteriore passo del cammino intrapreso due anni fa, in seguito ad un corso di cinque intensi giorni sull’internazionalizzazione, organizzato dal Consiglio Nazionale in collaborazione con l’Ordine di Roma. Al corso seguì un viaggio di studio in Cina, a Shangai, durante il quale si poterono approfondire gli argomenti appresi, realizzando una stimolante esperienza. Tra i partecipanti al corso ed al viaggio maturò un grande interesse ad approfondire il tema e, anche per il clima di “fratellanza” instauratosi, si decise di fondare l’Associazione VICINA con lo scopo di “diffusione della cultura dell’internazionalizzazione e dell’innovazione tra i commercialisti, gli altri professionisti e, per loro tramite, alle imprese”. In relazione alla specificità di scopi e finalità che caratterizzano l’Associazione, i soci iscritti ad un Ordine di dottori commercialisti ed esperti contabili devono essere almeno pari al 60% del totale dei soci ordinari, ma è ritenuta necessaria la presenza anche di soci appartenenti ad altre categorie professionali e di chiunque condivida lo scopo sociale. VICINA ha organizzato nel 2012, in collaborazione con l’Ordine di Roma, quattro convegni e l’anno passato ha organizzato una missione professionale ed imprenditoriale ad Istanbul. All’interno della missione si è tenuto un workshop, che ha ottenuto dall’Ordine di Roma il riconoscimento dei crediti della Formazione professionale continua, ed al quale hanno partecipato Colleghi provenienti anche da altri Ordini. L’Associazione e la Commissione hanno in comune lo scopo di diffondere la cultura dell’internazionalizzazione tra i commercialisti per favorirne la crescita professionale; la loro collaborazione agevola la realizzazione delle attività necessarie. La Commissione ha un ruolo istituzionale, basa la propria attività sull’apporto volontaristico di esimi Colleghi e si rivolge agli iscritti dell’Ordine di Roma. L’Associazione è lo strumento operativo al servizio dell’intera Categoria; è strutturata in gruppi di lavoro specifici, ai quali partecipano gli associati in forma volontaria; investe nella propria attività di studio le quote versate dai soci ed i contributi che riesce ad ottenere da organismi ed enti. L’Associazione è anche una rete di professionisti, che hanno come elemento di forza i sentimenti di condivisione e di appartenenza, che maturano attraverso la partecipazione alle numerose attività di studio e con la partecipazione ad eventi conviviali. Con il Manuale intendiamo stimolare i Colleghi ad approcciare il tema dell’internazionalizzazione delle imprese, fornendo indicazioni complete, ma semplici, per poter essere d’aiuto alle imprese clienti.

Cos’è l’internazionalizzazione?
Uno dei maggiori successi dell’Unione Europea è stato la creazione di un enorme mercato unico di più di 500 milioni di consumatori. Al di là dell’Europa, il fenomeno della globalizzazione, caratterizzato da drastiche riduzioni degli ostacoli al commercio e dei costi di trasporto, di comunicazione e d’informazione, ha aperto enormi opportunità. Tuttavia, per molte piccole e medie imprese (pmi) le frontiere nazionali rappresentano ancora un ostacolo significativo all’ampliamento delle loro attività; esse dipendono ancora in gran parte, o esclusivamente, dal mercato nazionale, malgrado il fatto che sono comunque già esposte ad un’intensa concorrenza internazionale. Noi ci occupiamo delle pmi in quanto costituiscono la maggior parte della nostra clientela e sono quelle che hanno maggior bisogno del nostro aiuto. C’è un rapporto diretto tra l’internazionalizzazione e l’aumento della redditività delle pmi: l’internazionalizzazione consente di accedere a una più ampia base di clienti, a un maggior numero di fornitori o a una più intensa esposizione alle nuove tecnologie. In linea generale, l’internazionalizzazione offre un percorso per aumentare la redditività, la sopravvivenza nel lungo periodo e una maggiore competitività, elementi che costituiscono i principali vantaggi di una valida strategia d’internazionalizzazione. L’internazionalizzazione non consiste solamente nell’esportazione; la cooperazione transfrontaliera, la partecipazione a reti economicamente efficaci, la ricerca di approvvigionamenti competitivi e le nuove tecnologie sono elementi importanti nell’impulso delle pmi moderne verso l’internazionalizzazione. C’è un forte collegamento tra innovazione e internazionalizzazione: entrambi questi elementi contribuiscono positivamente alla crescita della competitività. Malgrado i vantaggi, andare all’estero costituisce ancora un passo non facile per la maggior parte delle piccole imprese. Queste sono soggette ai seguenti elementi critici.

Scarsa sensibilità
Una quota importante delle pmi, e la maggior parte di quelle che hanno meno di 10 dipendenti, concentrano tutte le loro attività sul mercato locale o nazionale. Inoltre, un’elevata percentuale di queste non prende neppure in considerazione l’ipotesi di internazionalizzarsi. Ampliare le proprie attività all’estero è ancora considerato non necessario o troppo costoso e rischioso.

Difficile accessibilità alle informazioni necessarie
Questo elemento costituisce una delle principali criticità per le pmi interessate o già impegnate nel processo d’internazionalizzazione. Molte imprese, in particolare le più piccole e quelle che muovono i primi passi all’estero, non hanno le risorse e le conoscenze specializzate per identificare le opportunità di affari, i soci potenziali, le prassi commerciali estere, le procedure d’esportazione, la normativa d’importazione, le norme e le specifiche dei prodotti, i requisiti di commercializzazione, ecc.. L’accesso a questa categoria di informazioni è essenziale per poter minimizzare gli alti costi e rischi iniziali.

Inadeguatezza delle risorse umane
Le pmi sono caratterizzate dalla flessibilità e da una grande capacità d’innovazione e adattamento, ma l’impegno nei mercati internazionali richiede ulteriori competenze, capacità di gestione e disponibilità, nel lungo periodo, di idonee risorse umane per sviluppare una strategia di internazionalizzazione senza mettere in pericolo le attività quotidiane.

Insufficienti disponibilità finanziarie
Anche questo problema, insieme a quello dell’accesso alle informazioni, è di grande ostacolo all’internazionalizzazione. Le pmi non hanno conoscenze specializzate nel settore finanziario, che richiederebbero molto tempo ed energia. Tuttavia, nel caso dell’internazionalizzazione, l’aspetto finanziario è molto più di una questione di gestione del flusso di cassa o di possibilità di accesso a finanziamenti aggiuntivi. Vanno considerati una serie di fattori specifici come il rischio di cambio, la garanzia dei pagamenti all’estero, le difficoltà per la concessione di agevolazioni di pagamento ai clienti esteri, ecc.. Finanziare l’internazionalizzazione costituisce pertanto un problema duplice: da un lato, è necessario acquisire informazioni sui nuovi problemi e sui meccanismi finanziari dell’internazionalizzazione e, dall’altro, è necessario poter accedere ai fondi aggiuntivi necessari a finanziare le operazioni internazionali. Ottenere tali fondi comporta costi e difficoltà ulteriori a causa del maggior livello di rischio percepito dalle istituzioni finanziarie e, in alcuni casi, renderà necessario il ricorso a strumenti finanziari specifici per l’internazionalizzazione.

Bassa partecipazione alle reti
Le reti agevolano l’interazione tra varie imprese che condividono obiettivi e interessi comuni e rappresentano una fonte di sinergie vantaggiose: la condivisione delle spese, un accesso migliore o più rapido alle nuove tecnologie, un maggiore accesso a potenziali soci, ecc.. È questo il motivo per cui le reti sono uno degli strumenti che maggiormente favoriscono un’attività internazionale coronata da successo. Il carattere della rete può essere vario e coinvolgere sia le pmi che le grandi imprese, diversi settori e anche varie aree regionali e nazionali, a seconda del centro d’interesse primario della rete. Uno dei vantaggi essenziali delle reti è il basso costo per i partecipanti rispetto ai vantaggi offerti. Ma anche per poter utilizzare lo strumento delle reti le pmi incontrano le difficoltà sopra esposte.

Qual è il ruolo dei commercialisti?
Se prima che iniziasse la crisi economica la ricerca di sbocchi commerciali oltre confine poteva considerarsi appannaggio di grandi aziende o d’imprenditori illuminati, ora deve diventare l’esigenza principale della generalità delle imprese, per sopperire alla progressiva riduzione del mercato nazionale. Questo fatto deve essere colto da noi commercialisti quale opportunità per sopravvivere ad un sistema economico, professionale e sociale, che tende a soffocarci e prevaricarci, relegandoci al ruolo di meri addetti fiscali dell’Amministrazione pubblica. Ciò vale soprattutto per i giovani che, iniziando la professione in questo periodo buio, incontrano maggiori difficoltà lavorative. Però loro possono riuscire più facilmente a dedicarsi all’internazionalizzazione, avendo una maggiore apertura mentale e più tempo da dedicare allo studio della materia ed alla costruzione dei rapporti professionali che servono per tale attività. Siamo convinti che attraverso l’attività dei commercialisti, che sono la figura professionale naturalmente più vicina agli imprenditori, sarà possibile stimolare le piccole imprese italiane a svilupparsi con l’internazionalizzazione, contribuendo così alla crescita del sistema Paese. Il processo dell’internazionalizzazione delle imprese è estremamente complesso e richiede di essere programmato in modo meticoloso e con un approccio progressivo per evitare onerosi insuccessi. I commercialisti hanno la professionalità necessaria per supportare le imprese nelle varie fasi di questo processo, ma è necessario implementare le competenze per poter fronteggiare tutte le criticità sopra evidenziate. La crescita culturale che perseguiamo deve iniziare dall’acquisire la consapevolezza della necessità di dover collaborare con altri colleghi, per poter affrontare temi complessi come questo. È determinante entrare a far parte di una rete di professionisti con i quali condividere informazioni, relazioni e competenze. Per far funzionare la rete è necessario che i partecipanti instaurino una relazione basata sulla reciproca conoscenza e stima. La ‘cassetta degli attrezzi’ che presentiamo è la risposta concreta per offrire ai Colleghi l’importante opportunità professionale di assistere le imprese clienti nei vari passi necessari per allargare i propri mercati oltre i confini nazionali. Il primo grande risultato noi l’abbiamo già raggiunto e deve servire da esempio come metodo fondamentale per approcciare tematiche complesse come questa: lavorare in gruppo e condividere le competenze all’interno di una rete di professionisti. Siete tutti invitati a partecipare.  

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* Presidente della Commissione Internazionalizzazione delle imprese dell’ODCEC di Roma, Segretario Generale Associazione VICINA

 

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N. 2 - Febbraio 2014
 
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