Editoriale
 
Antiriciclaggio, è ora di semplificare gli adempimenti in capo ai Professionisti
Come noto, la normativa antiriciclaggio impone ai professionisti l'adozione di stringenti misure preventive al fine di contrastare il fenomeno del riciclaggio...
Maria Luisa Campise, Direttore PRESS
 

Come noto, la normativa antiriciclaggio impone ai professionisti l'adozione di stringenti misure preventive al fine di contrastare il fenomeno del riciclaggio. Attraverso il recepimento delle direttive comunitarie il legislatore nazionale ha realizzato, infatti, una vera e propria cooptazione dei professionisti per finalità connesse alla tutela del pubblico interesse. La logica è ormai chiara: poiché il riciclaggio attiene l'impiego di disponibilità finanziarie illecite, per una tutela preventiva è necessario coinvolgere come “controllore” chi professionalmente ha contatti con i soggetti che movimentano tali risorse. Alla nostra Professione, il legislatore nazionale ha imposto, poi, obblighi ed adempimenti assai più gravosi rispetto a quanto previsto dalla normativa comunitaria, che peraltro si stanno rilevando inefficaci a fornire quel valore aggiunto sul piano della prevenzione e perseguibilità degli illeciti. E ciò non certamente perché i Commercialisti non possono e non sono disposti a dare il loro contributo in termini di collaborazione nella lotta al riciclaggio di denaro e di beni di provenienza illecita, ma, al contrario, semplicemente perché non possono essere soggetti tout-court alla normativa. La tipologia di controlli loro affidati, invero, dovrebbe essere circoscritta a quelle operazioni utilizzabili ai fini del compimento dell'attività illecita, e non, come invece attualmente avviene, alla generalità delle operazioni compiute dai loro clienti. La conseguenza è che, allo stato attuale, vi è una assoluta sproporzione tra gli obblighi e soprattutto gli adempimenti imposti ai Commercialisti e l'utilità del sistema di prevenzione che ne prevede il coinvolgimento. Alla luce poi delle modalità in cui vengono svolti i controlli negli studi professionali, l'impressione che gli adempimenti loro richiesti abbiano più il fine di aumentare le incombenze formali che di prevenire operazioni a rischio di riciclaggio diventa ancora più evidente. Si fa così più attenzione a tenere in ordine “le carte” (adeguata verifica della clientela, conservazione e registrazione delle informazioni) che a osservare nella sostanza lo spirito della norma. Con la speranza che la normativa antiriciclaggio diventi più snella e razionale, sfrondandola da tutti quegli adempimenti e formalismi inutili, dai numerosi e qualificati interventi di Esperti in materia che ospitiamo su questo numero di Press, i lettori potranno, tra l'altro, ricevere importanti indicazioni per assolvere al meglio agli obblighi e agli adempimenti in materia previsti.

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N. 5 - Maggio 2014
 
Editoriale
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L'Intervento
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