CNDCEC Report
 
Il ritorno all’equipollenza, una scelta di equità
Soddisfazione della Categoria per l’approvazione al Senato dell’emendamento che ripristina per i commercialisti l’esonero dall’esame per la revisione. Plauso all’impegno dell’esecutivo
Tiziana Mastrogiacomo, Ufficio stampa Cndcec
 

I commercialisti potranno continuare ad iscriversi al Registro dei revisori legali senza sostenere un ulteriore esame. L’equipollenza tra il percorso formativo per l’accesso alla professione di commercialista e quello per lo svolgimento della funzione di revisore legale, scomparsa dal regolamento predisposto dai ministeri dell’Economia e della Giustizia, è stata ristabilita da un emendamento al decreto “Salva-Roma” approvato dal Senato. L’emendamento, dunque, supera il regolamento attuativo del decreto legislativo 39/2010 che, invece, andava in direzione opposta, prevedendo uno specifico esame per l'iscrizione al Registro dei revisori legali, che si sarebbe aggiunto a quello già superato per l’esercizio della professione di commercialista.
“Un sentito ringraziamento al Governo - ha affermato Giancarlo Laurini, commissario del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili - per aver sostenuto in sede parlamentare un’istanza legittima  e assolutamente non corporativa al fine di riaffermare il ruolo nella società e nello Stato dei commercialisti italiani e di tutte le professioni regolamentate.
La nostra battaglia in difesa dell’equipollenza non è stata dettata da interessi di parte, riconducibili ad una specifica categoria, ma rivolta a ristabilire equità e giustizia, dal momento che un ulteriore esame per l’accesso al Registro dei revisori legali non era imposto ai commercialisti dalla direttiva europea, ne è condizione della terzietà prevista dalla direttiva stessa. Anzi, è in perfetta linea con l’orientamento europeo e con la concreta attuazione che dello stesso si è data nei diversi Paesi membri dell’Ue”.
Sul tema era stata presentata un’interpellanza urgente dall’onorevole Enrico Zanetti a cui aveva risposto, lo scorso 27 settembre, il viceministro all’Economia, Stefano Fassina, secondo il quale, non essendo stati emanati dal Mef i regolamenti di attuazione della nuova disciplina della revisione legale, doveva ritenersi vigente la precedente normativa. Secondo quando sostenuto da Fassina, quindi, in attesa del completamento dell’intera disciplina attuativa del d.lgs. n. 39/2010, doveva essere garantita ai commercialisti l’iscrizione al Registro dei revisori così come previsto dal d.lgs. n. 88/1992.
Determinante è stata anche la manifestazione unitaria dei commercialisti del 19 novembre in difesa dell’equipollenza, senza la quale difficilmente si sarebbe avuto un pari livello di attenzione in queste ultime e decisive fasi. In quella occasione, infatti lo stesso viceministro Fassina e il sottosegretario alla Giustizia, Giuseppe Berretta, avevano sottolineato il loro personale impegno su questo fronte.
“Si tratta - ha continuato Laurini - di aver eliminato le barriere all’ingresso previste dal regolamento ministeriale non certo dalla direttiva comunitaria, né dalla legge attuativa. La politica ha giustamente interpretato la norma europea, adattandola al contesto italiano. Nel nostro Paese, purtroppo, si richiama spesso la normativa comunitaria non per comprenderne lo spirito e per attuarla nel concreto, ma per fare delle scelte che non sono in perfetta sintonia con essa, frutto di confusione e disinformazione”.

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N. 12 - Dicembre 2013
 
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