Editoriale
 
Le nuove frontiere dei bilanci
Sullo sfondo di un elevato grado di crisi di fiducia e di allarmante quadro economico caratterizzato da risorse vieppiù limitate, per le imprese risulta oggi sempre più pressante l'esigenza di sottoscrivere un nuovo patto sociale e relazionale...
Maria Luisa Campise, Direttore Press
 

Sullo sfondo di un elevato grado di crisi di fiducia e di allarmante quadro economico caratterizzato da risorse vieppiù limitate, per le imprese risulta oggi sempre più pressante l'esigenza di sottoscrivere un nuovo patto sociale e relazionale. Oltre all’aspetto economico, si tende, infatti, a soddisfare anche quello sociale, verificando che il comportamento delle unità produttive sia socialmente rilevante per stakeholder più tradizionali come gli azionisti, ma anche per un pubblico più vasto. Il riconoscimento della dimensione sociale dell’attività aziendale è avvenuto grazie, anche, alla presa di coscienza che l’obiettivo di remunerazione per gli azionisti è perseguibile non solo massimizzando i profitti a breve termine, ma anche adottando comportamenti responsabili nei confronti del mercato, che daranno i loro frutti sul lungo periodo. Un numero crescente di imprese stanno facendo quindi proprio il concetto di RSI (Responsabilità sociale d’impresa), considerandolo necessario per la creazione di valore e fonte di vantaggi competitivi. Del resto, diversi studi dimostrano che la RSI ha un effetto positivo sia sulla performance economica, sia su quella finanziaria, migliorando la competitività dell’impresa che ne fa uso rispetto a chi non ne fa. Ed è proprio al tema dei bilanci sociali o sostenibili e alle loro caratteristiche che è dedicato questo numero di Press. Attraverso gli interventi di professionisti, docenti, esperti del settore, abbiamo voluto analizzare i diversi tipi di rendicontazione e i suoi effetti. Il dato che emerge è significativo. Sebbene tuttora non imposto da alcuna norma imperativa, non v’è dubbio che la redazione di un bilancio sociale rappresenta una di quelle best practice naturalmente auspicabile nell’ambito di organizzazioni complesse, ma anche di piccole medie realtà. Da questo punto di vista significativo risulta, tra l’altro, il modello proposto dal Cilea e presentato a Roma nei giorni scorsi. L’estensione del bilancio socio-ambientale anche alle piccole aziende consente, infatti, a queste realtà di accreditarsi presso il proprio ambito di riferimento come realtà solide non solo dal punto di vista economico. Una logica che andrebbe estesa, come giustamente sottolinea la professoressa Chiara Mio nell’intervista concessa a Press, anche al settore pubblico. Una innovazione, dice la Mio, che proprio i commercialisti dovrebbero impegnarsi a sollecitare, dal momento che, in questo contesto, il nostro ruolo è strategico. 

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N. 11 - NOVEMBRE 2014
 
Editoriale
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