Riforma Professioni
Via libera in Consiglio dei Ministri al DPR professioni. La soddisfazione dei commercialisti
Siciliotti: "Il testo ha ora trovato una formulazione adeguata. Ascoltate le critiche di ordini professionali e Consiglio di Stato"

Il consiglio nazionale dei Dottori commercialisti e degli esperti contabili esprime soddisfazione per il testo del Dpr sulle professioni approvato dal Consiglio dei Ministri. Secondo i commercialisti, il testo ha ora trovato un'adeguata formulazione, recuperando in un modo apprezzabile i tanti punti che avevano destato le critiche degli ordini ed i rilievi del consiglio di stato e delle commissioni parlamentari.

Tra le più importanti novità contenute nel testo "accogliamo con estremo favore - afferma il presidente nazionale della categoria, Claudio Siciliotti - che la definizione di professione regolamentata sia stata ricondotta alla più corretta formulazione per la quale un insieme di attività, riservate e non riservate, sono esercitabili solo a seguito di iscrizione all'ordine e che la si riconduce alla prescrizione costituzionale dell'art. 33, comma 5".

Anche la nuova formulazione inerente l'obbligo assicurativo è adesso, secondo Siciliotti,  "ben comprensibile ed i consigli nazionali faranno certo la loro parte per convenzionare polizze fruibili da tutti gli iscritti". "In tal senso - ricorda Siciliotti - il nostro consiglio ha già svolto il compito, ma il differimento della efficacia delle disposizioni che obbligano ad assicurarsi consentirà di formulare convenzioni adeguatamente a basso prezzo anche per tutti i giovani iscritti, spesso operanti in studi altrui, che il 13 agosto non avrebbero potuto mettersi in regola".

Apprezzamento da parte del Consiglio nazionale anche sul tirocinio. "E' positivo - afferma il consigliere nazionale con delega alle professioni Andrea Bonechi -  che i corsi post laurea siano facoltativi ed alternativi, esattamente come lo sono oggi per i commercialisti e nondimeno che sia stato rimosso l'obbligo di verifiche ed esami intermedi.

Molto apprezzabile è anche che tanto per i corsi del tirocinio che per la formazione professionale continua sia stata riportata al centro la funzione regolamentare dei consigli nazionali, talché vi sarà certamente uniformità e coerenza, con il necessario raccordo con il ministero vigilante, come è giusto che sia. In tal senso è molto apprezzabile che laddove si prevede la possibilità di terzi soggetti organizzatori di corsi sia necessaria l'autorizzazione dei consigli nazionali". Sul tirocinio c'e pero' anche umorismo di rammarico . "Dispiace - afferma Bonechi - che non si sia voluto rimuovere il vincolo dei 5 anni di anzianità del professionista che ospita il tirocinante".

Molto positivo il giudizio sulle disposizioni relative al disciplinare. "Il meccanismo della designazione, da noi più volte ed in più modi auspicato - spiega Bonechi - ha trovato adeguata formulazione e garantirà la formazione di consigli di disciplina territoriali terzi ed efficaci. Ancora meglio il disciplinare nazionale: specializzando nella delicata ed importantissima funzione disciplinare taluni dei consiglieri eletti, si consentirà non solo la valorizzazione della attività disciplinare, ma anche la sostanziale riduzione dei consiglieri operanti in altre funzioni che oggi da più parti viene indicata come inopportuna se non addirittura inutile in tante professioni, la nostra per prima. Molto apprezzabile è anche la fiducia che il legislatore concede ai consigli nazionali, assegnando loro la più ampia potestà di autoregolamentazione possibile.

Il Consiglio nazionale si esprime anche sulla questione tirocinio a valere per l'iscrizione nel registro dei revisori. "Sapevamo - spiega il Consiglio - che il dpr non era la sede deputata a disciplinare la nota vicenda di cui chiediamo a gran voce soluzione, ma accogliamo con grande soddisfazione il passaggio della relazione di accompagnamento che, pur comprendendo le ragioni che le commissioni parlamentari avevano avanzato affinché il dpr risolvesse questa stortura, ritiene la questione non di pertinenza del dpr in quanto la revisione non e' una professione, bensì un servizio professionale. E' una precisazione di rango di estrema importanza. Ci affidiamo ora come sempre al Ministero affinché risolva una volta per tutte con il proprio decreto di competenza l'equipollenza dell'esame di Stato dei commercialisti per accedere al registro"

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