Dettaglio Articolo Focus Legislativo
ECONOMIA, approvato definitivamente il decreto debiti PA

La Camera ha approvato in via definitiva il disegno di legge, già approvato dalla Camera e modificato dal Senato, di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, recante disposizioni urgenti per il pagamento dei debiti scaduti della pubblica amministrazione, per il riequilibrio finanziario degli enti territoriali, nonché in materia di versamento di tributi degli enti locali. Disposizioni per il rinnovo del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria (C. 676-B).

Rispetto al testo approvato in prima lettura (s. v. Focus Legislativo n. 04/2013) il provvedimento ha subito diverse modifiche tra le quali segnaliamo:

-       il nuovo comma 2, dell’articolo 1 della legge di conversione, esclude dall’elettorato attivo e passivo per il rinnovo del Consiglio di Presidenza della giustizia tributaria:

§      i componenti delle commissioni tributarie soprannumerari che entro la data delle elezioni non siano stati immessi nelle funzioni giurisdizionali;

§      i componenti della Commissione tributaria centrale

-       il comma 4, dell’articolo 1, modificato nel corso dell’esame al Senato, prevede un intervento a titolo di accertamento e, ricorrendone i presupposti, di sanzione da parte della Procura regionale competente della Corte dei conti. Presupposto dell’intervento è la segnalazione del collegio dei revisori degli enti locali di inadempimenti aventi ad oggetto:

§      la richiesta degli spazi finanziari, nei termini e secondo le modalità di cui al comma 2;

§      l’effettuazione di pagamenti per almeno il 90 per cento degli spazi concessi entro l’esercizio finanziario 2013;

-       Il comma 13-bis, dell’articolo 1, stabilisce che gli enti locali che ricevono anticipazioni di liquidità a valere sul Fondo anticipazioni di cui al comma 13 e che ricevono dalla regione o dalla provincia autonoma somme ad essi dovute ai sensi dell’articolo 2 comma 6 del provvedimento – sono tenuti – una volta estinti tutti i debiti per i quali è stata chiesta l’anticipazione di liquidità o per i quali sono state utilizzate le somme di provenienza regionale – ad utilizzare le somme residue per l’estinzione dell’anticipazione di liquidità alla prima scadenza di pagamento della rata contrattualmente prevista. La mancata estinzione dell’anticipazione entro il termine di cui sopra è rilevante ai fini della misurazione e della valutazione della performance dei dirigenti responsabili e comporta responsabilità dirigenziale e disciplinare ai sensi del Decreto legislativo sul pubblico impiego, D.Lgs. n. 165/2001 e successive modificazioni;

-       Il comma 14 dell’articolo 1, dispone in ordine all’obbligo, per gli enti locali di procedere alla estinzione dei propri debiti certi liquidi ed esigibili maturati al 31 dicembre 2012:

§      immediatamente all’atto dell’erogazione delle anticipazioni concesse da parte di Cassa depositi e prestiti a valere sulle risorse della Sezione Enti locali del Fondo per assicurare la liquidità per pagamenti dei debiti certi, liquidi ed esigibili;

§      in ogni caso entro e non oltre i successivi 30 giorni dall’atto della stessa erogazione;

-       Il comma 17-quater dell’articolo 1, reca una modifica all'articolo 6, comma 15-bis, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95 (legge n. n. 135/2012), volta ad escludere i contributi in conto capitale assegnati dalla legge direttamente al comune beneficiario dalle misure di flessibilità che possono interessare i capitoli del bilancio dello Stato, in applicazione dell'articolo 6, comma 14, del decreto-legge medesimo;

-       Il comma 17-quinquies dell’articolo 1 dispone in merito all’applicazione delle sanzioni nel caso di mancato adempimento del patto di stabilità interno nell’anno 2012 da parte degli enti locali disponendo che, laddove il mancato raggiungimento degli obiettivi previsti dal patto per l’anno 2012, sia dovuto al pagamento dei debiti certi, liquidi ed esigibili degli enti locali maturati alla data del 31 dicembre 2012, la sanzione consistente nella riduzione dei trasferimenti provenienti dai Fondi sperimentali di riequilibrio o perequativi in misura pari alla differenza tra il risultato registrato e l'obiettivo predeterminato - prevista dall'articolo 31, comma 26, lettera a), della legge 12 novembre 2011, n. 183 - si applica limitatamente all'importo non imputabile ai predetti pagamenti. Resta ferma l’applicazione delle altre sanzioni previste dalla normativa vigente;

-       l’articolo 5-bis dispone che, per consentire l'integrale pagamento dei debiti della pubblica amministrazione maturati alla data del 31 dicembre 2012, nonché per motivate esigenze economico-finanziarie, il Ministero dell'economia possa autorizzare la cessione di garanzia dello Stato a favore di istituzioni finanziarie nazionali, comunitarie e internazionali. Viene inoltre espressamente disposto che la norma debba operare senza aggravio dei potenziali oneri per l’erario;

-       Il comma 01 dell’articolo 6 opera una modifica al comma 3-bis dell’articolo 9 del D.L. n. 185/2008 (legge n. 2/2009), al fine di estendere anche ai crediti delle imprese per prestazioni professionali la disciplina della certificazione del credito da parte delle pubbliche amministrazioni, contenuta nella citata disposizione.

-       Il comma 1-bis, dell’articolo 6 ,modificato nel corso dell’esame al Senato, autorizza il Governo a promuovere la stipula di convenzioni aventi ad oggetto la creazione di sistemi di monitoraggio per verificare che la liquidità derivante dal pagamento dei crediti ceduti e dal recupero di risorse finanziarie da parte delle imprese la cui posizione si era deteriorata a causa del ritardo dei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni sia impiegata a sostegno dell'economia reale e del sistema produttivo. Tali convenzioni sono stipulate dal Governo con le associazioni di categoria del sistema creditizio e – in virtù di quanto inserito al Senato – con le associazioni imprenditoriali maggiormente rappresentative a livello nazionale;

-       Il comma 1-ter dell’articolo 6 prevede che i pagamenti effettuati dalle amministrazioni pubbliche in favore degli enti, delle società o degli organismi a totale partecipazione pubblica sono prioritariamente destinati al pagamento dei debiti, nei confronti dei rispettivi creditori. Nel corso dell’esame al Senato è stata introdotta la previsione che le società di cui sopra sono quelle inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate annualmente dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT), in apposito elenco;

-       il comma 9, dell’articolo 6, concerne l’obbligo di comunicazione ai creditori, da parte delle amministrazioni pubbliche (gli enti territoriali di cui agli articoli da 1 a 3 e lo Stato, di cui all’articolo 5 del provvedimento) entro il 30 giugno 2013, anche mediante posta elettronica certificata, dell’importo e della data entro la quale verranno effettuati i pagamenti. La mancata comunicazione rileva ai fini della responsabilità per danno erariale a carico del responsabile dell'ufficio competente;

-       Il comma 1 dell’articolo 7, prevede che le amministrazioni pubbliche - ai fini della certificazione delle somme dovute per somministrazioni, forniture e appalti, e, secondo quanto introdotto dal Senato, per la certificazione delle somme dovute per obbligazioni relative a prestazioni professionali - provvedono a registrarsi sulla piattaforma elettronica per la gestione telematica del rilascio delle certificazioni, predisposta dal Ministero dell’economia e finanze – RGS, entro il 29 aprile 2013 (20 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto legge);

-       Il comma 4 dell’articolo 7, prevede che le pubbliche amministrazioni debitrici sono tenute a comunicare attraverso la piattaforma elettronica, a partire dal 1° giugno 2013 ed entro il termine del 15 settembre 2013, l’elenco completo dei debiti certi liquidi ed esigibili maturati alla data del 31 dicembre 2012, con l’identificazione dei dati identificativi del creditore e ferma restando la possibilità di acquisire nelle forme ordinarie già previste a legislazione vigente la certificazione di somme dovute per somministrazioni, forniture e appalti, e – in virtù della modica apportata al Senato – per obbligazioni relative a prestazioni professionali;

-       il comma 6 dell’articolo 7, terzo periodo, come modificato nel corso dell’esame al Senato, prevede ora come obbligatoria - e non più facoltativa, come invece previsto dal testo del provvedimento come approvato dalla Camera- l’indicazione, da parte delle amministrazioni pubbliche di cui al comma 1, in sede di comunicazione dei propri debiti di cui al comma 4, della data prevista per il pagamento degli stessi debiti o per parte di essi;

-       i commi 2 e 3 dell’articolo 10 dettano una disciplina transitoria per il pagamento della Tares (tributo comunale sui rifiuti e sui servizi) consentendo ai comuni, per il solo anno 2013 di modificare la scadenza (fissata al mese di luglio) e il numero delle rate di versamento del tributo; inviare ai contribuenti i modelli di pagamento precompilati già predisposti per la Tarsu, la Tia 1 o la Tia 2; avvalersi per la riscossione del tributo dei soggetti affidatari del servizio di gestione dei rifiuti urbani. La maggiorazione standard pari a 0,30 euro per metro quadrato – per la quale i comuni, nel 2013, non possono esercitare la facoltà di aumento fino a 0,40 euro – viene riservata allo Stato. Viene, inoltre, estesa l’esclusione dalla tassazione alle aree scoperte pertinenziali o accessorie di tutti i locali tassabili;

-       Il nuovo comma 2-ter, consente ai comuni di continuare ad avvalersi di Equitalia fino al 31 dicembre 2013. Tale norma consente quindi di superare la scadenza del 30 giugno prossimo, a decorrere dalla quale la società Equitalia e le società per azioni dalla stessa partecipata dovrebbero cessare - secondo quanto stabilito all'articolo 7, lettera gg-ter), del decreto legge 13 maggio 2011, n. 70, e successive proroghe - di effettuare le attività di accertamento, liquidazione e riscossione, spontanea e coattiva, delle entrate dei comuni e delle società da questi ultimi partecipate;

-       la lettera b) del comma 4 relativo all’invio e alla pubblicazione delle delibere comunali in materia di IMU, previste dal comma 13-bis dell’articolo 13 del decreto-legge n. 201 del 2011. Fermo restando che il versamento della seconda rata è eseguito a saldo dell'imposta dovuta per l'intero anno con eventuale conguaglio sulla prima rata versata, le modifiche apportate dal Senato differiscono di 12 giorni, rispetto a quelli già novellati dalla Camera (riportati in corsivo tra parentesi), i termini per l’invio e la pubblicazione delle delibere comunali in materia di IMU;

-       Il comma 4-bis dell’articolo 10 reca una modifica all'articolo 259 del Testo unico degli enti locali (di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 - TUEL), che disciplina l’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato che deve essere approvato dagli enti locali che hanno deliberato lo stato di dissesto finanziario;

-       Il comma 4-ter dell’articolo 10 novella l’articolo 2, comma 8, della legge n. 244 del 2007 (legge finanziaria 2008) disponendo l’applicazione, per gli anni 2013 e 2014, della disciplina ivi prevista concernente l’utilizzo dei proventi delle concessioni edilizie e delle sanzioni previste dal testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia di cui al D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380. Tale norma ha consentito di utilizzare, dal 2008 al 2012, i predetti proventi per una quota non superiore al 50 per cento per il finanziamento di spese correnti e per una quota non superiore ad un ulteriore 25 per cento esclusivamente per spese di manutenzione ordinaria del verde, delle strade e del patrimonio comunale;

-       il comma 4-quater dell’articolo 10 reca alla lettera b) alcune modifiche al comma 381 dell’articolo 1 della legge di stabilità 2013 (legge n. 228/2012) relativo alla fissazione del termine per la deliberazione del bilancio di previsione degli enti locali per l’anno 2013 dal 30 giugno ivi previsto al 30 settembre 2013;

-       L’articolo 10-ter reca disposizioni volte a semplificare la procedura di esame del piano di riequilibrio finanziario pluriennale che, a norma dell’articolo 243-quater del TUEL, deve essere predisposto dagli enti locali che presentino squilibri di bilancio tali da provocarne il dissesto;

-       l’articolo 10-quater, introdotto dal Senato, attribuisce ai comuni un contributo corrispondente al gettito dell’IMU calcolato con riferimento agli immobili di loro proprietà;

-       L’articolo 10-quinquies interviene sul Fondo sperimentale di riequilibrio dei comuni, modificando i criteri di distribuzione tra gli enti locali della riduzione di 2.250 milioni prevista per il 2013;

-       l’articolo 10-sexies reca disposizioni in tema di riparto per l’anno 2013 del Fondo di solidarietà comunale istituito a seguito della complessiva ridefinizione della destinazione del gettito rinveniente dall’IMU, effettuata dall’articolo 1, comma 380, della legge n. 228/2012 (legge di stabilità 2013).

© Copyright 2010  CNDCEC  - Piazza della Repubblica n. 59 - 00185 Roma - CF e P.Iva 09758941000 Tutti i diritti riservati Note legali  - Privacy
info@commercialisti.it  | consiglio.nazionale@pec.commercialistigov.it  | credits