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FALSO IN BILANCIO, modifiche stringenti

Con l'intento di modificare le disposizioni in materia di false comunicazioni sociali e di altri illeciti societari è all'esame della Commissione Giustizia della Camera l'atto n. 1895, a firma degli on. Di Pietro e Palomba (IdV).

La proposta di legge interviene sul Titolo XI del Libro V del codice civile, recante Disposizioni penali in materia di società e di consorzi. In particolare, l'art 1 riformula integralmente la disciplina del falso in bilancio, attraverso la sostituzione degli articoli 2621 (False comunicazioni sociali) e 2622 (False comunicazioni sociali in danno della società, dei soci o dei creditori) del codice civile. Le disposizioni vigenti prevedono - a seconda che sussista o meno di un danno patrimoniale ai soci, ai creditori o alla società - un delitto (punito, nella fattispecie semplice, con la reclusione da sei mesi a tre anni) o una contravvenzione (punita con l'arresto fino ad un anno). I principali elementi di novità dell'articolo 2621 del codice civile riguardano: le false comunicazioni sociali, attualmente sanzionate come contravvenzione, tornano ad essere un delitto, punibile con la pena congiunta della reclusione (da 1 a 5 anni) e della multa (da 50.000 a 200.000 euro); la fattispecie viene configurata come reato di pericolo; l'esistenza di un danno patrimoniale alla società, ai soci o ai creditori sociali costituisce circostanza aggravante, da cui deriva l'aumento di pena di un terzo; viene eliminato il riferimento al dolo intenzionale (in particolare, il fine del conseguimento per sé o per altri di un ingiusto profitto); viene punita l'esposizione fraudolenta oltre che dei fatti, anche di informazioni mendaci sulla situazione economico-patrimoniale della società o del gruppo (attualmente è punita l'esposizione di fatti materiali e l'omissione delle informazioni); nell'ipotesi meno grave (alterazione non sensibile della situazione economico-patrimoniale della società) la punibilità è esclusa soltanto se il falso in bilancio riguardi società non quotate; alla fattispecie delle false comunicazioni sociali è equiparata l'illegale distribuzione degli utili e dei dividendi da parte degli amministratori, attualmente disciplinata dall'articolo 2627 del Codice Civile (che conseguentemente viene soppresso dall'articolo 7). Rispetto a tale ultima disposizione, vengono introdotte specifiche ipotesi di responsabilità degli amministratori in relazione alla citata ipotesi di illegale distribuzione di dividendi. Non vengono riprodotte le disposizioni (inserite dalla cd. legge sul risparmio) che prevedono, in presenza di cause di non punibilità, l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria e l'interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese.

Inoltre, il progetto riscrive ed inserisce nuovi articoli codice civile quali, ad esempio:

·         gli articoli 2621-bis e 2621-ter. Il primo prevede delle sanzioni più rigide per i casi di particolare gravità, come quelli riguardanti i più recenti scandali, se il fatto previsto dall'articolo 2621 concerne società quotate in borsa o se cagiona un danno a un numero rilevante di risparmiatori o se arreca grave danno all'economia nazionale. Il secondo articolo dispone un'attenuazione per i casi meno gravi fino all'estinzione del reato in caso di integrale risarcimento del danno.

·         l'articolo 2622 del codice civile, inserendo il delitto di notizie sociali riservate.

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